Informazione e Aggiornamento / Filiere
SPECIALE DIABROTICA
L’impatto economico e tecnico sulla filiera del mais
Milano, 15 settembre 2009. Roma prolunga la sospensione dei concianti neonicotinoidi sul mais, «e la Lombardia è pronta a richiedere deroghe territoriali per le aree più colpite dalla diabrotica». Lo ha annunciato Paolo Lassini, direttore generale dell’assessorato all’agricoltura, durante il Convegno/Tavola rotonda organizzato da Terra e Vita e dedicato all’impatto tecnico ed economico dell’emergenza provocata dalla diffusione delle infestazioni del coleottero di origine americana sui più importanti areali maidicoli del Nord.
In precedenza, nella sua relazione, Dario Casati del Dipartimento di Economia e Politica agraria dell’Università di Milano aveva stimato per il 2009 danni economici su 165 mila ettari, di cui 135 mila in Lombardia. «Il conto presentato dalla diabrotica - secondo Casati -, arriva così già a circa 56 milioni di euro solo come minori rese, senza contare i maggiori costi per i trattamenti e le risemine». Un’esplosione registrata proprio nell’anno della sospensione cautelativa dei concianti neonicotinoidi utilizzati per proteggere la semente. Uno scenario destinato a peggiorare ulteriormente sin dal breve-medio termine se non saranno adottate contromisure. Che non possono risolversi nella sola rotazione: nella sua relazione Mauro Agosti, tecnico del Codife di Brescia, ha infatti illustrato che la forte diffusione del coleottero non eviterebbe, nel caso di rottura delle monosuccessioni, veloci reinfestazioni dai campi vicini. Nelle prove di campo condotte da Agosti, la concia, anche se ha confermato la scarsa efficacia nel contenimento della diffusione dell’insetto, si è dimostrata comunque in grado di contenere, e talvolta evitare, l’impatto della diabrotica sulle rese produttive. I trattamenti adulticidi consentono di limitare le ovideposizioni, ma devono essere correttamente applicati e posizionati.
Oltre alla richiesta di deroghe territoriali (sperimentali e concordate con i ministeri della Salute e delle Politiche agricole), Lassini ha annunciato anche l’intenzione della Regione di inserire i danni da Diabrotica tra le calamità coperte dall’assicurazioni multirischi. Maurizio De Santis, del Mipaaf, ha affermato che la decisione del prolungamento dello stop ai concianti era inevitabile, visti i risultati del primo anno degli studi e dei monitoraggi del progetto di ricerca Apenet. Risultati contestati da Marco Nardi di Ais «Ora il Cra di Monterotondo sembra affermare che non ci sono significative riduzioni di polverosità con l’applicazione sulle seminatrici pneumatiche dei metodi di abbattimento delle emissioni, eppure due anni fa un analogo studio compiuto dallo stesso centro di ricerca aveva riscontrato riduzioni del 76%». «Siamo pronti a collaborare con il ministero – ha affermato Marco Rosso di Agrofarma – ma continuiamo a non ritenere che la moria delle api sia da collegare all’uso dei neonicotinoidi nella concia». «Prodotti che sono ancora registrati, e solo temporaneamente “sospesi” – ha ricordato Antonio Consolino del ministero della Salute -. La sospensione è arrivata l’anno scorso anche su sollecitazione di alcune Regioni. L’abbattimento delle denunce di morie di api nel periodo di semina del mais testimonia l’efficacia del provvedimento. La concessione di deroghe è competenza dei ministeri interessati». «Chiedo la convocazione di un tavolo di filiera – ha sostenuto Mario Vigo di Confagricoltura-. I dati in nostro possesso rilevano danni simili a quelli stimati da Casati: una riduzione del 25% delle rese e costi ulteriori da almeno 100 euro / ha. Quest’anno in provincia di Lodi gli ettari con trattamenti fogliari arrivano a circa 40mila». Favorevole alla concessione di deroghe anche Carlo Franciosi di Coldiretti, che ha ribadito l’utilità della concia per non compromettere la redditività e la competitività del mais in pianura padana. Sullo stesso tenore anche Lodovico Actis Perinetto della Cia, che ha testimoniato la gravità della situazione diabrotica anche in provincia di Torino.
Numerosi i tecnici e i produttori presenti in sala, che hanno testimoniato l’enorme difficoltà nel gestire un'emergenza che sta mettendo in ginocchio molte aziende, con il rischio di ripercussioni sui settori zootecnici collegati.
Impatto economico sulla produzione del mais e sulle filiere collegate
Presentazione di Dario Casati - Università degli studi di Milano, Dip. di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e ambientale
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Diabrotica e difesa del mais, quale possibile evoluzione?
Presentazione di Mauro Agosti - Servizio tecnico Codife Brescia
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