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SETTORE A RISCHIO. Zucchero "amaro" senza gli aiuti
Ancora nessuna traccia degli 86 milioni attesi da bieticoltori e imprese saccarifere per il 2009-10
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Lo zucchero nel 2011 è a rischio black out. In piena campagna di lavorazione estiva, nei quattro comprensori bieticoli rimasti in attività – tra Veneto, Emilia e Molise – la filiera lancia infatti l’allarme in vista delle prossime semine autunnali al Sud. Visto l’esaurimento dei fondi programmati per un triennio nel quadro della nuova Organizzazione comune di mercato (Ocm), che si aggiungerebbe alla mancata erogazione degli 86 milioni di aiuti nazionali, già concordati con Bruxelles, per le annate 2009-10.
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Nonostante le pressioni di operatori e istituzioni e le rassicurazioni fatte a più riprese dal Governo, nelle casse delle aziende agricole e delle società saccarifere di quei soldi al momento non c’è traccia.
L’aiuto atteso dalle prime è pari a 4 euro per tonnellata di barbabietole; quello per le seconde a 7 euro. Si tratta di fondi ritenuti necessari per la sopravvivenza della filiera. In particolare, per riconoscere un livello di prezzo minimo – 39 euro a tonnellata al Nord, 46 al Sud – utile a garantire la presenza delle bietole negli ordinamenti colturali delle aziende agricole, assicurando l’approvvigionamento delle fabbriche.
Un settore bieticolo-saccarifero, dunque, già decimato dagli effetti delle norme Ue. Che dal prossimo anno, senza interventi, rischia seriamente di scomparire dalla mappa dell’agroalimentare made in Italy.
Bieticoltori e industrie saccarifere aspettano da almeno un anno quegli 86 milioni – 43 per il 2009, altrettanti per il 2010 – concordati con l’Unione europea a seguito della riforma Ocm. E nei mesi scorsi il Governo si era impegnato a erogarli a breve, indicando anche i capitoli di spesa da cui attingerli: 65 milioni dal «Fondo infrastrutture » previsto dalla Finanziaria 2010, 21 da risorse proprie dell’Agea.
Ma arrivati a ridosso di Ferragosto, quando la lavorazione delle barbabietole negli zuccherifici è entrata nel vivo, di quei fondi gli operatori non avevano visto neppure l’ombra.
A mantenere accesa la speranza, solo una risoluzione votata il 2 agosto dalla commissione Agricoltura del Senato che ha impegnato il Governo almeno a «liquidare immediatamente i 21 milioni autorizzati presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura e annunciati dal ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan».
«È il secondo anno consecutivo che gli agricoltori seminano bietole senza certezze – osserva Mario Guidi, presidente dell’Anb, la principale associazione bieticola nazionale –. Ci sembra assurdo che il Governo non riesca a rispettare gli accordi presi, erogando gli aiuti concordati con Bruxelles. Ma questa mancata promessa, a questo punto, getta anche un’ombra sinistra sulle reali intenzioni dello Stato italiano di voler mantenere in vita un settore, come lo zucchero, ancora strategico per l’agroalimentare made in Italy». «Certo – aggiunge Guidi – i numeri si sono seriamente ridimensionati. Ma i bacini bieticoli che insistono attorno ai quattro zuccherifici rimasti in attività incidono in modo rilevante nei rispettivi territori, sia sul piano economico, che sociale, visto l’indotto che garantiscono. Ora, speriamo che a settembre la situazione si sblocchi. Però subito dopo si dovrà affrontare il problema per il 2011».
«Il ministro Galan – riferisce Giorgio Sandulli, direttore di Unionzucchero, in rappresentanza delle società saccarifere – in una recente audizione alla Camera ha ribadito l’impegno del Governo per il settore, anche se per ora di concreto non s’è visto nulla». L’Agea ha assunto una delibera interna per predisporre gli atti finalizzati all’erogazione dei fondi, ma pare sia necessario un provvedimento ad hoc. E quello che ci preoccupa ulteriormente è l’incognita del 2011, quando verrà meno il periodo di programmazione, con relative risorse a sostegno della filiera, sancito con la riforma dell’Ocm. E a quel punto rischiamo davvero la chiusura».
Intanto, la campagna bieticolo-saccarifera 2010 è entrata nel vivo. A conferma del valore di una filiera, sul piano agronomico ed economico, che nonostante i drastici tagli intervenuti tre anni fa con la riforma comunitaria, in Italia conta ancora circa 10mila aziende agricole, oltre 60mila ettari di superficie investita, quattro stabilimenti e 6mila lavoratori occupati. Il tutto per una produzione di zucchero – e questa è un’altra nota dolente – di 500mila tonnellate che coprono appena il 30% del fabbisogno nazionale.
Un timido segnale per il futuro del settore è arrivato il 19 agosto con la firma, a Termoli (Campobasso), di un accordo interprofessionale con i prezzi base per le campagne 2011-13. Associazioni bieticole e Zuccherificio del Molise hanno fissato per il triennio una remunerazione minima compresa tra 45 e 45,50 euro per tonnellata di barbabietole, con premi aggiuntivi per i coltivatori che otterranno rese di saccarosio superiori a 6,5 tonnellate per ettaro.
Redazione Agrisole
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