domenica, 05 settembre 2010
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Informazione e Aggiornamento / Prove tecniche

PROVA IN CAMPO. Hortech Tre Matic Slim e Slide Fw

Dalla Hortech due macchine pensate per la IV gamma

PROVA IN CAMPO. Hortech Tre Matic Slim e Slide Fw

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filiere agricole, innovazione, macchine agricole, ortofrutta, prove meccaniche, tecnica agricola




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La quarta gamma è, in campo agricolo, uno dei pochi settori in crescita, nonostante la crisi, il calo dei prezzi e l'aumento delle spese. Crescita smorzata dalla congiuntura economica, probabilmente, ma pur sempre crescita. E dunque è sicuramente un settore in cui c'è ancora voglia di investire, anche per macchine piuttosto impegnative dal punto di vista economico, ma comunque indispensabili per aumentare la produttività e la qualità del lavoro.

Proprio come le due che presentiamo in queste pagine e che, naturalmente, abbiamo messo alla prova sul loro terreno più congeniale: la serra. Si tratta di due tra le ultime novità della Hortech, l'azienda padovana nata nel 2004 (dalla fusione con Hortus e Mas) e specializzata in macchine per l'orticoltura. La prima, una trapiantatrice, ha introdotto un'importante innovazione nel settore, riuscendo ad arrivare a interfila di 18 cm e aprendo la strada all'impiego del cubetto per prodotti a foglia come la rucola o il lattughino. La seconda è invece una raccoglitrice, la Slide Fw, con controllo automatico dell'altezza di taglio, autoguida e memoria della velocità. Andiamo però in ordine agronomico e iniziamo con il trapianto.

La Tre diventa Slim
Novità assoluta in casa Hortech, la trapiantatrice Tre Matic Slim è quasi un prototipo. Evoluzione della Tre Matic, la trapiantatrice automatica Hortech, risponde, come si è detto, a una necessità: quella di stringere l'interfila per poter adottare il trapianto anche su orticole a foglia. Marco Giulio Bertoli è il presidente di Mioorto, un’organizzazione di produttori che fa quarta gamma e possiede, oltre allo stabilimento di trasformazione, anche 70 ettari di serre, in provincia di Bergamo. Il Mioorto ha acquistato la prima Tre Slim uscita sul mercato, con uno scopo ben preciso. «Abbiamo voluto sperimentare una tecnica alternativa nella coltivazione della rucola, che è uno dei principali prodotti di IV gamma. Con il sistema tradizionale, ovvero la semina in campo, infatti, il primo taglio non è adatto alla lavorazione perché troppo tenero. Siccome il nostro gruppo dispone di un vivaio interno, che produce quasi tutti i cubetti che trapiantiamo, abbiamo voluto sperimentare questa strada anche per la rucola. La quale, in questo modo, cresce più rada e ha la possibilità di strutturare la foglia prima di diventare alta. In altre parole, con il trapianto si spende sicuramente di più, ma si utilizza anche il primo taglio. Inoltre, abbiamo una produzione con meno problemi sanitari, perché il maggior spazio tra le piante consente l'arieggiamento e riduce le malattie».

Per poter tentare la tecnica del trapianto su queste varietà, tuttavia, era necessaria una macchina diversa da quelle comuni, che non scendono sotto i 25 cm di interfila. Per questo è nata la Hortech Tre Slim. Come abbiamo detto, è un’evoluzione della Tre Matic, di cui mantiene quasi tutto. Con una eccezione: il trapiantatore, che è ovviamente più piccolo e soprattutto più semplice, come funzionamento e anche manutenzione. Grazie al nuovo elemento, si riesce ad arrivare a interfila di 18 cm, con 12 (ma anche 11) cm di distanza sulla fila. Ovvero valori compatibili con la coltivazione intensiva di verdure a foglia, come, per l'appunto, rucola e lattughino.

Struttura e dotazioni della macchina sono dunque quelle della Tre Matic.
Per la precisione, abbiamo un motore Kubota da circa 35 cavalli, che alimenta una trasmissione idrostatica  a quattro ruote motrici. Questo, per la versione semovente: la macchina è infatti disponibile anche trainata (serve un trattore da almeno 60 cavalli). Il sistema di trapianto permette di usare piantine in cubetto da 3x3, 4x4 o 5x5 cm. L'alimentazione è formata da un sistema a doppio nastro lungo, per il trasporto fino a terra e la separazione delle piantine anche in caso di foglie intrecciate. La presenza di un telaio indipendente, inoltre, rende il sistema di trapianto immune da scossoni omovimenti causati dal passaggio delle ruote in buche o sulle zolle. Per finire, le misure: 2 metri di larghezza, 3,1 m di lunghezza e 1,5 m di altezza totale.

In prova
Abbiamo visto lavorare la Tre Matic Slim nelle serre del Mioorto, dunque. Ovviamente, l'abbiamo messa alla prova sul prodotto per il quale è stata concepita: rucola a file strette. Abbiamo lavorato con un interfila di circa 18 cme distanze tra le file di 12-13 cm. La macchina riesce effettivamente a fare un buon trapianto, alle distanze previste. E questo, secondo le parole di Bertoli, rende possibile l'applicazione di una nuova tecnica di coltivazione, molto più adatta alla IV gamma rispetto alla semina.

La potenzialità di lavoro è buona e la gestione della macchina piuttosto agevole. L'unico difetto che abbiamo riscontrato riguarda la precisione nell'interramento. Per due ragioni: la prima è che ogni tanto la macchina salta un colpo su una delle file. Vale a dire che restano dei vuoti nella sequenza. Il secondo è che alcune piantine arrivano a terra in posizione errata (di solito coricate) e quindi non sono interrate correttamente. Questo è dovuto, a quanto abbiamo visto, al meccanismo pneumatico di separazione delle zolle che si trova in fondo ai nastri. Il colpo dato per separare le piante e liberarle, qualche volta ne provoca il ribaltamento e quindi un'errata deposizione a terra. Il sistema di copertura della pianta non può rimediare all'errore e così il cubetto, a fine lavoro, risulta mal posizionato e dovrà probabilmente essere sistemato manualmente. Si tratta comunque di un inconveniente trascurabile per una macchina che si può ancora definire, almeno in parte, sperimentale e che quindi potrebbe presto dare risultati ancora migliori.


Taglio controllato con la Slide Fw
Dopo il trapianto, il taglio. Di cui si occupa un'altra semovente della Hortech, la Slide Fw. Si tratta di un mezzo dotato di un elevato livello di automatismo, soprattutto per quel che riguarda l'altezza di taglio e la guida. Cominciamo dalla prima: un sistema di sensori elettroidraulici controlla costantemente l'altezza della barra e la regola secondo il valore impostato dall'operatore. In questo modo, dice la Hortech, da una parte si liberano gli operatori dalla necessità di regolare la testata e dall'altra non si corre il rischio di danneggiare le piante con un taglio troppo drastico. La regolazione è affidata a un meccanismo idraulico proporzionale, che dovrebbe garantire spostamenti morbidi e ben calibrati.

Continuando con le regolazioni automatiche ricordiamo anche l'autocentratura della barra di taglio e l'autoguida: una volta messa la macchina sull'aiuola, si può abbandonare il volante e concentrarsi sulla raccolta. In caso di problemi – per esempio un intasamento a livello del nastro di trasporto – si può fermare la macchina con il comando di bloccaggio temporaneo. Quando si preme nuovamente il pulsante, la Slide riparte recuperando la velocità precedente. La quale, manco a dirlo, è memorizzabile. In altre parole, l'intera guida (velocità, direzione, altezza di taglioe centratura della barra) è controllata automaticamente. Il taglio è affidato a una lama a nastro che corre su pulegge in gomma.

Questa soluzione, secondo la casa costruttrice, riduce notevolmente i rischi di rottura e aumenta l'affidabilità. Il movimento del nastro è idraulico, naturalmente, per un controllo più preciso e una rotazione uniforme. La velocità di rotazione si regola attraverso unamanopola posta accanto al quadro comandi.

Vediamo quindi il recupero, che prevede tre possibilità: la prima è il tappeto rotante, dotato di un sistema di vibrazione optional per la pulizia dalle impurità. Trasporta il prodotto fino alla pedana, dove gli operatori lo fanno scendere nelle cassette che sono impilate sul muletto posteriore e quindi scaricate su un pallet, pronte per essere raccolte e portate in azienda. In alternativa, si può scaricare direttamente su carro, con un nastro laterale (un sistema adatto, ovviamente, a colture che non necessitano di grande cura nel trasporto). Infine, attraverso un sistema di nastri guida si può far salire il prodotto sul piano di lavorazione già pronto per la raccolta in mazzetti. Concludiamo con il motore, che è identico a quello della trapiantatrice: Kubota da 35 cavalli circa, con trasmissione idrostatica a quattro ruote motrici, per un impiego anche in pieno campo e in condizioni difficili. Anche la Slide è disponibile in versione semovente e trainata.

Al lavoro

Abbiamo raccolto ovviamente rucola trapiantata con la Hortech, giusto per completare la prova dedicata in pratica a un prodotto e a una tecnica di coltivazione. Il risultato rispecchia le attese e le promesse della casa costruttrice. Effettivamente, gli operatori non si interessano minimamente della guida e possono concentrarsi sul trasferimento del prodotto dal tappeto di elevazione alle cassette. La possibilità di impilarle sul muletto posteriore e poi scaricarle, già radunate in pallet, accelera sicuramente la logistica di serra. Il taglio affidato alla lama a nastro sembra buono, preciso e ben definito, quindi senza danni per la pianta. La testata, inoltre, segue bene il terreno grazie ai tastatori elettroidraulici e pertanto la barra non colpisce mai il colletto delle piante. In altre parole non provoca danni alla coltura. Il sistema di guida automatica ci è sembrato valido e anche l'arresto temporaneo è una bella soluzione per far fronte ai picchi di lavoro e riprendere poi l'avanzamento senza dover nuovamente reimpostare velocità o altri parametri. Non possiamo esprimerci, naturalmente, su motore e trasmissione, dal momento che abbiamo lavorato in una serra. Tuttavia, le quattro ruote motrici dovrebbero garantire una discreta mobilità anche su terreni sconnessi o leggermente pendenti. Sempre tenendo conto che si tratta di una semovente per orticoltura e non di una mietitrebbia autolivellante, ovviamente. Complessivamente, pertanto, le due macchine della Hortech sembrano lavorare bene e sono soprattutto una risposta a un bisogno ben preciso: quello di massimizzare la produzione nella IV gamma, un settore in cui tutto si gioca sui tempi e sull'efficienza organizzativa.


da: M&Ma n.7-8/2010 - Ottavio Repetti
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