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PRODUZIONI. In leggero calo i cereali nell’Ue. Resta l’incognita piogge e siccità
Le prime stime elaborate dal Copa-Cogeca e dall’associazione Fertilizers europe
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Nell’Unione europea le superfici seminate a cereali, a eccezione del grano tenero, calano e sfiorano i 57 milioni di ettari. Tuttavia, grazie agli ottimi rendimenti attesi, il raccolto del 2010 potrebbe superare i 287 milioni di tonnellate. In parallelo, si assiste a un aumento delle superfici coltivate a semi oleosi da poco più di 28 a 29 milioni di ettari, sulla spinta di una migliore redditività e della domanda di biocarburanti costantemente in ascesa.
Mentre negli ultimi anni gli alti prezzi d’acquisto dei mezzi meccanici hanno portato a una contrazione del loro utilizzo in campo da parte degli agricoltori, dal 2010 il consumo di concimi, soprattutto potassio, dovrebbe ripartire proprio dalle colture oleaginose.
È quanto emerso dal primo seminario del Copa-Cogeca (l’organizzazione degli agricoltori e delle cooperative agricole europee) sulle prospettive dei mercati agricoli europei, svoltosi lo scorso 21 giugno a Bruxelles. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sulla campagna cerealicola 2010/2011 con l’industria dei mezzi tecnici.
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Secondo il Copa-Cogeca, la produzione cerealicola del 2010 sarà di poco inferiore (-1,2%) allo scorso anno ma in linea con la media 2004-2008. Tuttavia, si tratta di dati ancora provvisori che potrebbero essere rivisti al ribasso, anche in modo consistente, una volta calcolati i danni delle eccessive precipitazioni registrate nell’Europa orientale e della siccità nella penisola iberica.
IN ITALIA PIÙ TENERO MENO MAIS E ORZO
L’Italia non fa eccezione al balzo europeo delle superfici seminate a tenero, che crescono del 12,4% (da 534 a 600mila ettari), né alla retrocessione dell’area a orzo (da 307 a 300mila ettari, pari a un decremento del 2,2%). La contrazione delle semine a granturco da 916 a 855mila ha (-6,6%) è più accentuata che nel resto dell’Unione europea. Nonostante l’andamento meteorologico sia stato finora favorevole alla semina e allo sviluppo della pianta, resta la paura che la diabrotica possa pregiudicare di nuovo i raccolti di mais in alcune aree del nord Italia. Nel complesso, le superfici a cereali restano pressoché invariate rispetto al 2009 (3,2 milioni di ha nel 2010) ma la produzione dovrebbe diminuire del 3,7%, attestandosi sui 15 milioni di tonnellate.
Analoga situazione in Francia, dove aumenta la superficie a grano tenero (da 4,7 a 4,9 milioni di ha nel 2010) a discapito del granturco, che scende a 1,6 milioni di ha. Lo stress idrico ha contribuito all’orientamento dei produttori francesi verso colture con minore bisogno di irrigazione.
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Avanza l’area a grano duro (483mila ettari) e, seppure siano previste rese inferiori a quelle del 2009, la produzione dovrebbe raggiungere 2,3 milioni di tonnellate. Infine, per la prima volta dopo quattro anni, gli ettari coltivati a orzo scendono a 1,7 milioni di ettari, ovvero -11,6% rispetto al 2009: si tratta della maggiore riduzione degli ultimi quindici anni.
La produzione spagnola si riprende da un’annata pessima grazie a un miglioramento generale delle rese (3,2 t/ha in media per tutti i cereali), che compensa il calo delle superfici da 5,9 a 5,8 milioni di ettari.
Fa eccezione solo il grano duro, che vede ridursi sia la superficie sia le rese, a causa delle insistenti piogge dei mesi passati e ora, della persistente siccità.
Passando ad esaminare la situazione dei dieci Paesi dell’Europa centro-orientale, le cifre del raccolto di cereali si attestano su poco meno di 60 milioni di tonnellate: un livello simile a quello del 2009. Per il frumento tenero e per l’orzo è atteso un rialzo della produzione (rispettivamente a 23,5, 9 e 11,5 milioni di tonnellate) mentre si prevede una leggera diminuzione per gli altri cereali.
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