News / Normativa
Pac, fuoco di fila sul «greening»
Tra le soluzioni proposte la riduzione della quota di Sau aziendale da destinare a opere ambientali
Ministri Ue a confronto. La riunione del Consiglio a Bruxelles
Qualche primo, timido apprezzamento finalmente è riuscito a incassarlo. Sul rafforzamento dei pagamenti ai giovani agricoltori e sulle piccole imprese, il progetto di riforma Pac presentato da Ciolos ha registrato i primi commenti positivi da parte dei ministri europei, in occasione del Consiglio agricolo Ue che si è svolto a Bruxelles il 14 novembre.
Ma sulla struttura dei nuovi pagamenti diretti post 2013 (la principale questione all’ordine del giorno), è stato un nuovo fuoco di fila. In particolare, le critiche dei ministri si sono concentrate sulla definizione di «agricoltore attivo» e sul «greening ». La prima, così com’è, non va bene. Meglio sarebbe, come chiesto in particolare dall’Italia, demandare la definizione ai singoli Stati membri, magari obbligandoli ad attivare l’opzione. I regolamenti attuali già prevedono infatti la possibilità di restringere la platea dei beneficiari degli aiuti solo alle imprese professionali, ma solo su base volontaria. La riforma proposta obbligherebbe invece gli Stati membri a riconoscere i premi solo agli «agricoltori attivi », ma la loro definizione (basata sul rapporto tra reddito extra- agricolo e aiuti Ue, che devono coprire almeno il 5% del primo) scontenta un po’ tutti. E in pratica comporterebbe l’esclusione dal sistema dei pagamenti di una manciata di aziende in tutta Europa. Troppo poco, per quella che doveva essere la norma cardine con la quale correggere le distorsioni del disaccoppiamento denunciate dalla Corte dei conti europea sugli aiuti ad aeroporti e ferrovie. Ma non solo quelle: centrare i premi solo sui «veri agricoltori» vorrebbe dire riportare la nuova Pac in linea con le esigenze di produttività che lo scenario di crescente scarsità di materie prime a livello mondiale impone.
Le nuove regole ambientali invece, il famigerato «greening » che impone la diversificazione produttiva e di dedicare il 7% delle superfici aziendali a opere ambientali e paesaggistiche come siepi e muretti, pena la decurtazione del 30% dell’aiuto (a Ciolos piacerebbe estendere al penalità al 100% del premio), sono troppo pesanti anche dal punto di vista burocratico, secondo la maggior parte dei ministri europei. Le soluzioni proposte si basano sostanzialmente sulla riduzione delle percentuali: sia il 7% da destinare a opere ambientali (si potrebbe scendere al 3%), sia il 30% dell’aiuto soggetto alla diversificazione che andrebbe ridotto, secondo alcuni, a non più del 20 per cento.
Intanto il Consiglio ha raggiunto l’accordo definitivo (a maggioranza qualificata, grazie al fondamentale voto della Germania) sul programma di aiuti alimentari agli indigenti per il biennio 2012-13, con 500 milioni annui destinati a 18 milioni di poveri nella Ue.
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