News / Tendenze e mercati
OCSE: l'agricoltura resisterà alla crisi
Ancora due o tre anni di ribassi per le quotazioni delle materie prime agricole. Nonostante il settore agricolo mostri «una maggiore capacità di recupero rispetto agli altri comparti di fronte alla crisi economica globale», per registrare nuovamente una tendenza al rialzo bisognerà attendere la ripresa economica prevista non prima di due anni. È questa la principale indicazione che emerge dal rapporto redatto dall’Ocse in collaborazione con la Fao sulle prospettive 2009 per l'agricoltura che analizza l’impatto della crisi economica sul settore primario. Nei prossimi anni comunque i prezzi «tenderanno ad assestarsi su livelli pari o spueriori a quelli registrati nel decennio che ha preceduto i picchi 2007-2008 – precisa il rapporto –. È previsto inoltre un aumento in termini reali del 10-20% dei prezzi medi dei raccolti rispetto al decennio 1997-2006, mentre i prezzi degli oli vegetali potrebbero salire di oltre il 30%».
Ma la situazione varia notevolmente a seconda dei settori considerati: i prezzi delle carni bovine, ad esempio, non dovrebbero superare la media del decennio 1997-2006: il calo dei redditi dei consumatori orienterà le preferenze, secondo l’Ocse, verso carni meno care come il pollame. I prezzi medi dei latticini saranno leggermente più alti, mentre in ambito zootecnico l’aumento più significativo riguarderà i prezzi del burro che cresceranno in media del 12%. Nonostante le forti ripercussioni della crisi finanziaria il settore agricolo dovrebbe tenere meglio di altri grazie al livello piuttosto elevato dei redditi raggiunto di recente, e alla relativa inelasticità della domanda di beni alimentari.
Secondo l’Ocse la riduzione dei prezzi, della produzione e del consumo agricoli, abbinata al calo dei redditi, dovrebbe essere moderata, ma solo se ci sarà una ripresa economica entro 2-3 anni. Nell’ipotesi pessimistica di una recessione più lunga e profonda, i settori più colpiti sarebbero quelli delle carni bovine, suine e il lattiero-caseario. I prezzi delle carni bovine potrebbero calare di oltre il 10%. Tra i cereali, i prezzi del mais sono stati quelli maggiormente condizionati dalla crisi economica e dal calo del Pil, a conferma, sottolinea l’Ocse, del prevalere dell’uso alimentare su quello energetico. Altro fattore chiave è rappresentato dalle difficoltà nell’accesso al credito. «La restrizione dei finanziamenti sta avendo pesanti ripercussioni sulle aziende e il persistere di questa stretta dei mercati del credito potrebbe compromettere la solvibilità delle imprese». L’accesso al credito è considerato infatti come un fattore chiave, in particolare dalle piccole aziende agroalimentari tanto dei paesi dell’area Ocse che di quelli meno avanzati.
Link a questo articolo:
OCSE: l'agricoltura resisterà alla crisi
LE DIECI NEWS PIU' LETTE
30/03/2012
PAC 2012: Pagamenti diretti, tutte le novità
12/04/2012
Imu, piccole limature alla stangata
04/04/2012
DECRETO FISCALE: Primi sconti per l’Imu agricola
04/05/2012
Una lista nera per i falsi agricoltori
13/04/2012
Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 6 al 12 aprile 2012)
20/04/2012
Biogas, un taglio dal 15% in su
02/05/2012
Dichiarazione Imu quasi al buio
11/04/2012
Imu, incasso blindato a 224 milioni








