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15 febbraio 2010

L’Ue punta sul calore da biomasse

FIERAGRICOLA. "Nessuna fonte energetica deve essere demonizzata o idolatrata". Neanche il nucleare

L’Ue punta sul calore da biomasse

TAG:
ambiente, bioenergie, innovazione




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«Malgrado i tanti vantaggi ambientali delle energie rinnovabili non è certo possibile metterle in competizione con le altre grandi fonti energetiche, petrolio, carbone, gas e nucleare. Tra queste la maggiore richiesta nei prossimi anni riguarderà il gas e si prevede che tra vent’anni l’Italia dovrà importarne qualcosa come 170 miliardi di m3 in più. L’altra grande opportunità è quella fornita dal nucleare: l’Ue è convinta che ci sia bisogno di nuovi impianti nucleari perché non possiamo illuderci di evitarne la costruzione potenziando l’impiego delle biomasse» ha detto Samuele Furfari, consigliere del direttore generale dell’energia della Commissione europea, intervenuto al convegno Fast nell’ambito del Salone Bioenergy Expo di Verona.

«Nessuna risorsa energetica e nessuna tecnologia deve essere demonizzata o idolatrata» ha ribadito Alessandro Clerici presidente di Fast, che ha aggiunto: «le biomasse diverse dal legno (comprendenti anche biocombustibili e rifiuti urbani) sono potenzialmente la maggiore sorgente di “energia sostenibile”, con un potenziale teorico contributo annuale pari a circa 7 volte gli attuali consumi energetici mondiali. Il problema di fondo non è la disponibilità delle biomasse, ma la sostenibilità del loro impiego».

«Ma non basterà aumentare la produzione di biomasse, o di rifiuti urbani – ha sottolineato Furfari; bisognerà lavorare sul risparmio energetico e appoggiare quella che è la novità principale contenuta nella direttiva Res 2009/28 dello scorso aprile, di incentivare la produzione di calore e il raffrescamento con energia da fonti rinnovabili. Sull’impiego di biomasse e biocarburanti si è levato da molte associazioni ambientaliste un coro di proteste sulla loro sostenibilità e la Commissione Ue ha elaborato un rapporto, che sarà pubblicato a breve, sulla sostenibilità delle biomasse».

«In realtà, non esiste una vera carenza di fonti fossili ha proseguito Clerici il rapporto risorse/produzione attuale è di 40 anni per il petrolio, 60 per il gas e 150 per il carbone. I punti critici delle fonti fossili sono due: da un lato la disomogenea localizzazione delle aree di consumo rispetto a quelle di produzione e dall’altro il “come bruciarle”. Tuttavia tali fonti avranno anche nei prossimi decenni un ruolo dominante per la produzione di energia elettrica. Ma se è vero che l’ambiente e la riduzione delle emissioni di CO2 richiedono un approccio globale, è anche vero che oggi l'opzione nucleare diventa fondamentale per l’ambiente, perché una sua estesa applicazione consentirà di controllare nel medio termine le emissioni di CO2, di apportare competitività, riducendo i costi e più sicurezza degli approvvigionamenti. Fotovoltaico ed eolico, per ora, non sono competitivi se slegati dall’incentivo. Da tutto ciò emerge l’importanza delle biomasse, utili proprio per raggiungere il 17% di energia da Fer richiesto dall’Ue entro il 2020».



Dulcinea Bignami - Terra e Vita




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