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08 giugno 2010

Il ministro Galan all’incontro Coldiretti di Bruxelles: "Senza Pac l’agricoltura Ue chiude"

E annuncia battaglia su fondi e origine in etichetta

Il ministro Galan all’incontro Coldiretti di Bruxelles:

TAG:
PAC, politica agricola




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Alla vigilia del grande negoziato sul prossimo bilancio europeo per il dopo 2013, quando la Pac si presenterà con un peso relativo dimezzato rispetto ai fasti degli anni Ottanta ma comunque sempre nel ruolo di osservato speciale, perché i suoi 54 miliardi fanno gola a molti, la Coldiretti presenta al commissario Ue, Dacian Ciolos e al neo-ministro Giancarlo Galan le sue priorità sul futuro della prima politica europea. Il 10° forum Coldiretti sull’alimentazione, che si è svolto il 27 maggio scorso a Bruxelles, è stato infatti l’occasione per fare il punto sulla situazione dell’agricoltura «in una congiuntura tra le più difficili degli ultimi anni per l’Europa – ha detto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini –. Le imprese agricole vengono da troppi anni di crisi, ma noi vogliamo essere ottimisti e guardare, oltre alle difficoltà, anche alle opportunità che abbiamo davanti con la prossima riforma della Pac e la revisione del bilancio europeo».

Per farlo però bisogna partire da un’analisi dei problemi strutturali dell’agricoltura, che Marini ha sintetizzato in tre punti: «La volatilità dei prezzi che ormai è diventata una componente strutturale dei mercati agricoli ma che accentua ancora di più la crisi. Più che di volatilità ormai tra l’altro si può parlare di prezzi costantemente bassi – ha detto Marini –. C’è un rischio reale di destrutturazione del settore». Inoltre, il presidente della Coldiretti ha sottolineato l’esigenza di una maggiore regolamentazione dei mercati. «Tutti siamo a favore del libero mercato ma esiste un dumping sociale, ambientale e sanitario sui mercati agricoli che non è accettabile e va risolto migliorando le informazioni al consumatore». C’è infine un problema «più italiano che europeo – ha detto Marini – che riguarda il funzionamento della filiera: c’è una distanza eccessiva tra agricoltori e consumatori, con i prezzi all’origine che crollano mentre quelli al consumo non sembrano risentirne in alcun modo, e gli agricoltori hanno un potere negoziale troppo basso».

Dal ministro Galan, all’esordio a Bruxelles come responsabile delle Politiche agricole, Marini ha incassato un convinto appoggio proprio su uno dei temi più cari alla Coldiretti, l’indicazione in etichetta dell’origine della materia prima. «Serve la massima trasparenza sull’origine dei prodotti – le parole di Galan –: assumo quest’obiettivo come centrale costi quel che costi». Per il ministro è stata anche l’occasione per rassicurare tutti sulla posizione italiana in vista della battaglia per la difesa del budget agricolo: «Gli agricoltori italiani affrontano i mercati in condizioni di svantaggio e non sono né assistiti, né protetti – ha detto Galan –. Il sostegno economico che ricevono è un’integrazione di reddito a fronte dei costi aggiuntivi che gravano sulle imprese. Senza la Pac l’agricoltura europea è destinata al declino». Sui contenuti della prossima riforma il ministro si è limitato a dire che «la Pac del futuro sarà una buona politica se riuscirà a favorire la competitività e a gestire la volatilità dei prezzi».

Neanche il commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos (che Galan ha incontrato successivamente a margine del forum), d’altra parte, si è voluto sbilanciare sui contenuti, mostrandosi però agguerrito in vista della difesa dei fondi: «Non sempre si parla a sufficienza dei benefici dell’agricoltura – ha spiegato Ciolos –. Per questo non dobbiamo solo difendere ma promuovere la Pac. La prossima riforma è un’opportunità per rilanciare l’agricoltura europea: il ruolo dei pagamenti diretti resterà importante, mentre lo sviluppo rurale dovrà stimolare l’innovazione e la ricerca».


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Alessio Romeo
Redazione Agrisole




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