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  <title>I forum dell'agricoltura</title> 
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		<title>&quot;TUTTI VOGLIO AVERE GLI OCCHI CHIUSI&quot;</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=62</link> 
		<pubDate>2010-07-14T14:20:32 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>far</dc:creator>
   	    <slash:comments>5</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ si parla tanto di evasione fiscale in genere, fitti non dichiarati, patrimoni all'estero, ecc..., per&#242; dei nostri MERAVIGLIOSI CAA neanche l'ombra, che sono nati per tutelare i nostri interessi mentre di INTERESSI fanno solo i LORO!<br />prima che ci si reca al caa gi&#224; ti avvertono o "paghi o la domanda non si fa".<br />nonostante l'agea da una convenzione a questi GRANDISSIMI SIGNORONI, loro raccimolano ancora una grandissima fetta di entrate che passano inossorvate agli occhi di TUTTI.<br />sono ormai tanti anni, ma sempre la solita cosa, da QUALSIASI CAA &#232; sempre la solita storia o paghi o la domanda non si fa.<br /><br /><br />cosa ci stanno a fare tutte queste ISTITUZIONI quando poi non controllano, non tutelano noi agricoltori che, per guadagnare un euro dobbiamo stare sotto il sole un'intera giornata?  <br /><br />l'appello che voglio lanciare &#232; che qualcuno, di chi governa, si svegliasse e iniziasse a vedere la realt&#224; dei fatti, e direbbe basta a tutto questo SCHIFO.]]></description>
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		<title>Problema PAC con AGEA</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=60</link> 
		<pubDate>2010-07-02T15:39:28 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>Giovanni-c</dc:creator>
   	    <slash:comments>2</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ Salve a tutti, ho un problema con AGEA che non riesco a risolvere. Da circa 30 anni ho in fitto un terreno demaniale del comune. Questo terreno di 3 ettari, fa parte di una particella pi&#249; grande, all'interno della quale vi sono altri proprietari di appezzamenti di 3 ettari. L'AGEA da qualche anno ha bloccato l'erogazione dei contributi e sta effettuando dei recuperi perch&#232; negli anni di riferimento per l'assegnazione del titolo (2000-2001-2002) qualcuno degli affittuari vicini ha dichiarato nelle domande di contributi una superficie maggiore di 3 ettari. Premetto che nella domanda ho sempre allegato un attestato del comune di affido di 3 ettari ed una bozza del frazionamento approvato nell'ottobre 2002. Non riescono a risolvermi il problema ne le agenzie di zona (dopo aver fatto un ricorso si lavano le mani) ne l'AGEA. Quest'ultima mi ha dato indicazioni sul tipo di problema ma per la risoluzione ci vuole un avvocato. Ma l'AGEA dovrebbe sapere chi ha sbagliato e poi che colpa ho io se la mia domanda &#232; stata sempre regolare? L'AGEA in questi casi &#232; inadempiente, in quanto accetta richieste di contributi per superfici superiori a quelle effettivamente assegnate dai comuni, effettuando poi il blocco degli aiuti per i propritari vicini. Che Bello!!!! A chi posso rivolgermi per risolvere questo problema? Esiste una associazione per gli agricoltori a difesa di questi problemi? Sono molto arrabbiato in quanto sono un produttore storico e rischio di perdere il diritto a percepire gli aiuti comunitari anche nel 2013.  Sono disposto anche a fare causa ma avrei bisogno di un avvocato che si occupa di pratiche agricole. Spero in un vostro aiuto. Accetto anche messaggi privati. Ringrazio in anticipo e saluto.]]></description>
	</item>

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		<title>pascolo magro ed equini/bovini</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=58</link> 
		<pubDate>2010-05-15T14:10:20 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>isa_p</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ salve a tutti, sono nuova, vorrei un chiarimento riguardo il pascolamento.<br />ho delle superfici a pascolo magro, sarei interessata a farlo pascolara a degli equini piuttosto che bovini. vorrei sapere quale &#232; la differentra tra questi due tipi di allevamento ai fini USL (iscrizione nella BDN, analisi periodiche, transumanza ecc..).]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>scadenza domanda unica</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=57</link> 
		<pubDate>2010-05-10T14:37:45 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>lulu</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ vorrei sapere se come ogni anno ci sar&#224; la proroga della domanda unica a giugno.]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>errore presentazione domanda unica</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=55</link> 
		<pubDate>2010-04-13T10:56:07 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>far</dc:creator>
   	    <slash:comments>8</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ se il caa sbaglia nel presentare la domanda di aiuto di un agricoltore, chi ne risponde?<br />nel 2008 un agricoltore presenta la domanda dal suo caa, questo, ha dei bovini registrati nella BDN, che servono per coprire il pascolo che questo agricoltore possiede. ha anche dei terreni in un altro comune e quindi anche un codice pascolo che gli serve per la transumanza.<br />quell'anno, il 2008, non fece la transumanza ma ha provveduto allo sfalcio dell'erba.<br />il caa non ha indicato nella domanda unica del 2008 che l'agricoltore avrebbe provveduto allo sfalcio ma indicarono il codice di transumanza. ad oggi ancora non &#232; stata pagata perche effettivamente non risulta la transumanza; mentre l'anno successivo, il 2009, il caa present&#242; la domanda indicando lo sfalcio.<br />come si pu&#242; rivalere l'agricoltore?<br />dopo quanto tempo vanno in prescrizione gli aiuti pac?]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>attivit&#xe0; prevalente</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=50</link> 
		<pubDate>2010-03-04T16:17:08 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>facari</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ buonasera, &#232; la prima volta che intervengo al forum...cercher&#242; di illustrarvi il mio quesito.<br />un imprenditrice agricola che usufruisce di premi e indennit&#224; compensative (Sardegna), vuole avviare con alcuni amici un attivit&#224; di ristorante pizzeria...senza per&#242; perdere le agevolazioni appena dette..... Ho proposto una cooperativa di produzione lavoro dove lei sar&#224; socia lavoratrice (intende operare come cuoca)....il problema grosso &#232; che tra imponibile IRAP agricolo e altri redditi da attivit&#224; agricola ha realizzato nel 2009 circa 1200 euro...quindi dovrebbe percepire come reddito di lavoro dipendente massimo euro 1200 cosi rimarrebbe nel 50% di attivit&#224; agricola consevandone le agevolazioni...........ma 1200 euro in un anno come socio lavoratore mi sembra poco credibile anzi NON credibile....qualcuno sa darmi qualche consiglio su come inquadrare la signora??? spero di essermi spiegata<br />Grazie]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>Tutela dei prodotti italiani</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=49</link> 
		<pubDate>2010-02-25T16:13:35 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>fifo</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ secondo me, per tutelare i nostri prodotti, non servono le filiere corte che limitano le produzioni o prodotti di nicchia che non fanno bilancio. ( le grandi aziende come sopravvivono con la limitazione delle produzioni?) ma serve una politica seria, una politica di tutela del prodotto italiano con la reintroduzione dei dazi doganali cos&#236; come fanno america e russia.]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>aiuti pac</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=44</link> 
		<pubDate>2010-01-27T12:45:54 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>francesco35</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ Io credo che la Scelta del sottosegretario alle politiche agricole Buonfiglio del criterio di selezione a chi riservare gli aiuti pac a chi e iscritto all'inps come coltivatore diretto o iap sia giustissima in fatti noi agricoltori da qui soldi che ci vengono dati dalla pac togliamo circa 3000 euro per pagarci i contributi mentre impiegato professionisti commercianti ed altri si prendono solo i soldi pac senza versare i contributi agricoli  io credo che il criterio di iscrizione in inps  da piu anni sia il piu giusto]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>Aiuti Pac: cos&#xec; Bruxelles ha snobbato l&apos;agricoltura di montagna</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=43</link> 
		<pubDate>2010-01-20T09:32:16 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>Redazione Agrisole</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ Redditi pi&#249; bassi rispetto alle aree di pianura, produttivit&#224; del lavoro inferiore del 40%, e premi Pac che valgono 600 euro per addetto contro oltre 1.500 di media comunitaria nelle aree non svantaggiate. Sono i numeri contenuti in un rapporto della Commissione Ue sull'agricoltura di montagna.<br /><br />Commenta la notizia:<br /><a target=_blank class=ftalternatingbarlinklarge href="http://www.agricoltura24.com/rapporto-ue-redditi-piccoli-piccoli-aiuti-cosi-la-pac-volta-le-spalle-all-agricoltura-di-montagna/p_1959.html">http://www.agricoltura24.com/r...i-montagna/p_1959.html</a><br /><br />Il dibattito &#232; allargato a tutti i lettori, che potranno dire la loro scrivendo qui sul forum o alla <a target=_blank class=ftalternatingbarlinklarge href="mailto:agrisole@ilsole24ore.com">redazione</a>.]]></description>
	</item>

	<item>
		<title>AGRICOLTURA E BIODIVERSITA&apos;: MOLTE OMBRE E POCHE LUCI DAI PROGRAMMI DI SVILUPPO RURALE (PSR) ITALIANI</title>
		<link>http://www.agricoltura24.com/forum/forum/messageview.cfm?catid=5&amp;threadid=35</link> 
		<pubDate>2009-11-26T11:50:23 +01.00</pubDate> 
		<dc:creator>naumanni</dc:creator>
   	    <slash:comments>1</slash:comments> 
		<description><![CDATA[ AGRICOLTURA E BIODIVERSITA': MOLTE OMBRE E POCHE LUCI DAI PROGRAMMI DI SVILUPPO RURALE (PSR) ITALIANI.<br /><br />RAPPORTO LIPU PRESENTATO OGGI A BRUXELLES<br /><br />Habitat e specie di grande importanza europea non vengono tutelati dai programmi regionali nel nostro Paese<br /><br /> <br /><br />Pochi fondi certi per la tutela della biodiversit&#224;. Nessun sostegno per habitat di grande importanza come le steppe e i pascoli estensivi aridi. Qualche schema promettente, come il ritiro dei seminativi dalla produzione, la gestione dei prati per finalit&#224; faunistiche, la tutela delle risaie, a rafforzare un panorama nel complesso piuttosto deludente.<br /><br />La LIPU-BirdLife italia ha presentato oggi a Bruxelles il dossier "PSR 2007-2013 e biodiversit&#224;  -  valutazione del ruolo dei PSR nel raggiungimento dell'obiettivo di fermare il declino della biodiversit&#224; entro il 2010", uno studio dettagliato sui PSR (Programmi di sviluppo rurale) realizzati dalle 21 regioni italiane, con l'analisi delle priorit&#224; ecologiche confrontate con le misure adottate e i suggerimenti di modifica proposti dalla LIPU.<br /><br /><br />Lo studio  (interamente scaricabile sul web alla pagina <a target=_blank class=ftalternatingbarlinklarge href="http://www.lipu.it/pdf/pdf_agricoltura/PSR%20e%20biodiversit%E0%20LIPU.pdf),">http://www.lipu.it/pdf/pdf_agr...versit%E0%20LIPU.pdf),</a> &#232; stato presentato oggi pomeriggio nell'ambito di una iniziativa organizzata da BirdLife International e RSPB (Royal Society for the protection of birds, partner inglese di BirdLife) sul tema dello sviluppo rurale nell'Unione europea e la tutela della biodiversit&#224;.<br /><br /><br />Lo studio della LIPU fa emergere una situazione molto diversa da regione e regione, con punte di eccellenza e altre situazioni invece molto carenti dal punto di vista dell'attenzione verso la tutela della biodiversit&#224;, intesa  -  sottolinea la LIPU -  come variet&#224; di habitat naturali e seminaturali e di specie selvatiche animali e vegetali (esclusa la biodiversit&#224; agricola, ossia le variet&#224; vegetali coltivate e le razze animali allevate). <br /><br />Dal dossier emerge inoltre, tra le altre cose, come ambienti minacciati e protetti dall'Unione europea, e le specie di uccelli che vi nidificano, come le steppe, non abbiano protezione e sostegno dalle misure dei PSR regionali di alcune regioni del Sud (Puglia, Sardegna, Basilicata, Sicilia). <br /><br />Sette regioni italiane, soprattutto del Sud,  non hanno inserito alcuna misura per la tutela di habitat preziosi per la biodiversit&#224; e la mitigazione dei cambiamenti climatici.<br /><br />Solo quattro Regioni, inoltre, hanno attivato le indennit&#224; Natura 2000, utili per indennizzare gli agricoltori dei mancati redditi e costi aggiuntivi derivanti dall'applicazione delle misure di conservazione nei siti di rete Natura 2000.<br /><br /> "Rispetto al periodo precedente  -  fa notare Patrizia Rossi, responsabile Agricoltura LIPU-BirdLife Italia che ha presentato a Bruxelles il dossier - l'attenzione verso la biodiversit&#224; &#232; migliorata, tuttavia solo una piccola percentuale dei fondi dei PSR italiani sono destinati a misure dedicate in modo esplicito alla conservazione della biodiversit&#224;, mentre troppe sono le misure generiche che occupano gran parte del bilancio senza portare vantaggi significativi all'ambiente".<br /><br />Tra gli elementi negativi che emergono dal rapporto, i fondi destinati a misure contenenti interventi (oggettivamente certi) favorevoli alla biodiversit&#224; agricola e forestale, pari a circa 1 miliardo di euro, rappresentano solo il 5% delle risorse nazionali. Mentre i fondi attribuiti a misure potenzialmente dannose per la biodiversit&#224; rappresentano oltre il 16% del budget (2,9 miliardi di euro).<br /><br />Tra gli elementi positivi, il fatto che alcune regioni hanno proposte schemi molto promettenti: il ritiro dei seminativi dalla produzione per finalit&#224; ambientali (Emilia-Romagna); la gestione dei prati per finalit&#224; faunistiche (Friuli Venezia Giulia e Trento), come per esempio il Re di quaglie; gli impegni aggiuntivi a favore delle risaie (Piemonte). "La novit&#224; pi&#249; importante  -  conclude Rossi - &#232; l'esclusione dei prati stabili e dei pascoli dalle superfici da rimboschire, ambienti, questi, strategici per la tutela della biodiversit&#224;. Anche se quasi tutti i PSR prevedono poi il rimboschimento dei terreni a riposo e di quelli in fase di rinaturalizzazione".<br /><br />7 maggio 2009<br /><br />La versione integrale del dossier della LIPU (sui PSR italiani) &#232; disponibile al seguente link:<br /><br /><a target=_blank class=ftalternatingbarlinklarge href="http://www.lipu.it/agricoltura/ag_documenti_lipu.htm">http://www.lipu.it/agricoltura/ag_documenti_lipu.htm</a><br /><br /><br />La versione integrale del dossier di BirdLife International (analisi a livello europeo) &#232; disponibile al seguente link:<br /><br /><a target=_blank class=ftalternatingbarlinklarge href="http://www.birdlife.org/news/news/2009/05/capstudy.html">http://www.birdlife.org/news/n...2009/05/capstudy.html</a><br /><br /> <br /><br />PSR, COSA NON FUNZIONA:<br /><br />-          Circa 1 miliardo di euro sono i fondi destinati a misure contenenti interventi (oggettivamente certi) favorevoli alla biodiversit&#224; agricola e forestale, che rappresentano solo il 5% delle risorse nazionali;<br /><br />-          i fondi attribuiti a misure potenzialmente dannose per la biodiversit&#224; rappresentano oltre il 16% del budget (2,9 mld di euro); <br /><br />-          Diverse misure (121, 122, 125 e 226) contengono interventi negativi per la biodiversit&#224;, come per esempio l'espansione dell'irrigazione o la  costruzione di strade forestali. Ben 11 regioni finanziano la realizzazione di serre, e solo 2 PSR impongono misure per limitare gli effetti negativi sull'ambiente di queste strutture;<br /><br />-          manca la copertura dei costi aggiuntivi e dei mancati redditi per coloro che beneficiano del finanziamento per investimenti non produttivi (misura 216), come la realizzazione di siepi e zone umide;<br /><br />-          carenza di indicatori d'impatto specifici per le misure che hanno come obiettivo la conservazione della biodiversit&#224;;<br /><br />-          Solo 55 milioni di euro (pari allo 0,32% del totale) &#232; dedicata al miglioramento della qualit&#224; ecologica dei boschi (misure 225 e 227). Risorse che si giudicano inadeguate rispetto alle necessit&#224; ecologiche e a quanto indicato dal Piano strategico nazionale;<br /><br />-          Mancanza di sinergia tra le misure e soprattutto tra i differenti assi (Asse 1  -  asse 2  -  asse 3);<br /><br />-          Manca un'adeguata formazione e consulenza sulla biodiversit&#224; rivolta agli agricoltori;<br /><br />-          Solo 4 Regioni hanno attivato le indennit&#224; Natura 2000, utili per indennizzare gli agricoltori dei mancati redditi e costi aggiuntivi derivanti dall'applicazione delle misure di conservazione nei siti di rete Natura 2000 (la rete di siti che la UE protegge per la presenza di habitat e specie di rilevanza conservazionistica)<br /><br /> <br /><br />PSR, GLI ELEMENTI POSITIVI:<br /><br />-          alcune regioni hanno proposte schemi molto promettenti: il ritiro dei seminativi dalla produzione per finalit&#224; ambientali (Emilia-Romagna), la gestione dei prati per finalit&#224; faunistiche (Friuli Venezia Giulia e Trento), gli impegni aggiuntivi a favore delle risaie (Piemonte);<br /><br />-          la novit&#224; pi&#249; importante &#232; l'esclusione dei prati stabili e dei pascoli dalle superfici da rimboschire, ambienti, questi, strategici per la tutela della biodiversit&#224;. Anche se quasi tutti i PSR prevedono poi il rimboschimento dei terreni a riposo e di quelli in fase di rinaturalizzazione.]]></description>
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