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DIFESA. Come tenere sotto controllo le avversità dell'estate
Criteri di lotta per combattere peronospora, oidio e muffa grigia
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Dalla vite alle ortive ecco tutti gli interventi necessari per assicurare alle produzioni qualità e resa adeguate.
Vite
Con l’approssimarsi della fase fenologica della chiusura del grappolo diminuisce la suscettibilità del medesimo a contrarre l’infezione prodotta dalla peronospora mentre permane, in presenza di un andamento climatico perturbato, il rischio che compaiono sulla vegetazione i sintomi della malattia. Pertanto è necessario consigliare al viticoltore di proseguire nel corso del periodo estivo la difesa antiperonosporica con un fungicida a base di rame, effettuando i trattamenti in previsione di piogge temporalesche.
Per combattere l’oidio durante la fase di ingrossamento degli acini è opportuno consigliare l’impiego di un fungicida a base spiroxamina, quinoxifen, quinoxifen+ miclobutanil o proquinazid, mentre in pre-chiusura grappolo è particolarmente indicato il fungicida a base di boscalid perché consente di poter sfruttare l’efficacia del principio attivo anche nei confronti della muffa grigia. Ulteriori trattamenti rivolti contro questa avversità fino all’epoca dell’invaiatura possono essere effettuati esclusivamente con zolfo. In merito all’uso di questo fungicida è opportuno ricordare che i trattamenti polverulenti, sebbene ormai poco praticati, consentono di migliorare, rispetto alle applicazioni con il mezzo liquido, la penetrazione del prodotto all’interno dell’apparato vegetativo.
Sui vitigni pregiati a grappolo compatto, particolarmente soggetti a contrarre l’infezione prodotta dalla muffa grigia, è indispensabile effettuare nella fase di pre-chiusura (fase B) un trattamento antibotritico cautelativo con un fungicida di provata efficacia nei confronti dell’agente causale della malattia.
Successivamente nel periodo vegetativo compreso fra l’invaiatura (fase C) e la preraccolta (fase D) si consiglieranno non più di due trattamenti antibotritici, distanziati fra loro di almeno tre settimane. Peraltro, nel caso in cui durante il mese di agosto non si verificano le condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo della malattia, il trattamento da effettuarsi all’invaiatura può essere considerato flessibile (Cf) e ritardato fino a sovrapporsi con quello da effettuarsi, in ogni caso in via cautelativa, 3-4 settimane prima della raccolta (fase D).
Negli impianti in cui si evidenziano le caratteristiche alterazioni cromatiche a carico della vegetazione conseguenti agli attacchi del ragnetto rosso e/o ragnetto giallo, è opportuno consigliare al viticoltore di intervenire tempestivamente con un trattamento acaricida mediante l’uso di un preparato di provata efficacia.
Olivo
Durante il periodo di validità di questa rubrica può risultare necessario dover intervenire con un prodotto insetticida indicato per combattere la cocciniglia mezzo grano di pepe, un parassita che provoca sulle piante attaccate deperimenti vegetativi, caduta delle foglie, scarsa fruttificazione e produce abbondanti escreti zuccherini (= melata), sui quali si sviluppa uno spesso strato di fumaggine.
La lotta contro la cocciniglia deve essere realizzata in presenza di una significativa infestazione e rivolta esclusivamente contro le neanidi, la cui fuoriuscita dagli scudetti delle femmine ovodeponenti si conclude solitamente a fine agosto-inizio del mese di settembre. Al raggiungimento della soglia di danno, equivalente alla presenza sulla vegetazione di almeno 4-5 neanidi per foglia, è opportuno consigliare all’olivicoltore l’impiego di un preparato insetticida a base di olio minerale.
A partire dal mese di luglio è necessario consigliare all’olivicoltore di effettuare il monitoraggio della mosca mediante l’utilizzo di trappole cromotropiche e/o feromoniche. In presenza di catture è opportuno effettuare il trattamento insetticida sull’intera chioma delle piante al superamento della soglia di danno che, pur variando da una varietà all’altra, per quelle da olio è indicativamente pari all’8-10% di drupe che presentano punture fertili. La lotta larvicida è particolarmente indicata per combattere il parassita quando si riscontra una infestazione attiva a fine estate o all’inizio della stagione autunnale.
Un altro sistema di lotta che può essere applicato per combattere la mosca è quello basato sull’impiego di un’esca proteica avvelenata con un insetticida, da distribuirsi mediante irrorazione su parte della chioma delle piante per attirare ed avvelenare gli adulti del parassita prima che depongano le uova. Il principio su cui si fonda questo tipo di lotta risiede nel fatto che gli adulti della mosca sono attratti dalle sostanze azotate necessarie per integrare la loro dieta povera di proteine. La lotta adulticida risulta meno dispendiosa dal punto di vista economico, presenta soprattutto un minore impatto ambientale e deve essere condotta nei confronti delle popolazioni del parassita presenti nell’oliveto durante il periodo estivo.
Peperone e fagiolino
Agli agricoltori che coltivano il peperone e il fagiolino è opportuno consigliare di effettuare il monitoraggio della piralide mediante l’impiego delle trappole a innesco feromonico nel periodo compreso fra la terza decade di luglio e la seconda del mese di agosto, quando solitamente si intensifica il volo degli adulti del parassita.
Purtroppo la lotta contro le larve del fitofago non sempre consegue i risultati adeguati alle aspettative, in quanto con i trattamenti fitoiatrici risulta alquanto difficile assicurare un’adeguata bagnatura e la perfetta copertura delle bacche e dei baccelli con il prodotto insetticida impiegato. Inoltre, nella esecuzione delle operazioni di difesa di entrambe le colture, è necessario conciliare due aspetti fra loro contrastanti: da un lato assicurare, grazie all’efficacia e persistenza del preparato insetticida impiegato, la salvaguardia della produzione dai danni arrecati dalle larve del fitofago, dall’altro garantire all’atto della raccolta l’assenza o quanto meno la presenza su bacche e baccelli di un residuo del prodotto fitosanitario al di sotto del limite di tolleranza imposto dalla legislazione vigente.
I preparati insetticidi indicati in tabella, con la sola esclusione di ciflutrin, indoxacarb, lufenuron e teflubenzuron ammessi esclusivamente su peperone, possono essere consigliati su entrambe le colture ed impiegati con trattamenti a cadenza fissa (= a calendario) o più propriamente in funzione dell’effettivo pericolo di una infestazione incombente (= lotta guidata). I prodotti più persistenti vanno consigliati dopo ogni stacco delle bacche del peperone e a debita distanza dall’epoca della raccolta dei baccelli del fagiolino, mentre quelli caratterizzati da un tempo di carenza sufficientemente breve, come i piretroidi di sintesi, indoxacarb e gli insetticidi a base di spinosad e Bacillus thuringiensis, debbono essere preferibilmente impiegati nel trattamento che si rende necessario in prossimità della raccolta.
Pomodoro da industria
Per la lotta contro la peronospora possono essere proposti ai coltivatori diversi fungicidi di collaudata efficacia, in particolare i seguenti di recente commercializzazione: i principi attivi cictotropico-translaminari a sistemicità locale mandipropamid e dimetomorf, formulati rispettivamente in miscela con mancozeb o rame il primo e pyraclostrobin il secondo, e quello cictotropico-translaminare a sistemicità acropeta fluopicolide, formulato in miscela con propamocarb.
Alcuni agrofarmaci autorizzati su pomodoro sono dotati di ampio spettro di azione e per questo possono essere consigliati per combattere contemporaneamente altre malattie fungine. Ad esempio il preparato a base di zoxamide+ ossicloruro di rame risulta efficace anche nei confronti di septoriosi e alternariosi e quelli a base di pyraclostrobin+metiram e pyraclostrobin+dimetomorf consentono di prevenire contemporaneamente le infezioni prodotte dagli agenti causali di septoriosi, alternariosi, oidio e cladosporiosi.
L’ampia disponibilità di formulati efficaci nei confronti di Phytophthora infestans ed altri agenti di malattia consente di poter pianificare la difesa del pomodoro mediante l’alternanza di prodotti caratterizzati da un diverso meccanismo di azione soprattutto nei comprensori in cui, per combattere la peronospora, è necessario effettuare numerosi trattamenti nell’arco del ciclo colturale.
Cucurbitacee
Nel corso del ciclo colturale le cucurbitacee (melone, cocomero, cetriolo, zucca e zucchino) possono essere oggetto di danni prodotti da patogeni fungini, insetti ed acari fitofagi.
In assenza di precipitazioni, ma con temperatura media ed elevata umidità relativa, occorre consigliare all’orticoltore di prevenire su melone, cetriolo, zucca e zucchino le infezioni di oidio mediante l’uso di fungicidi efficaci contro questa avversità ed espressamente autorizzati sulle diverse specie coltivate, come specificato nella tabella. In regime di agricoltura biologica possono essere impiegati i preparati a base di zolfo e del fungo antagonista Ampelomyces quisqualis.
Quando, per contro, si verificano rugiade persistenti o piogge temporalesche che mantengono a lungo bagnata la vegetazione occorre prevenire la peronospora, malattia che arreca danno soprattutto su melone e cetriolo e che si manifesta solo sporadicamente su cocomero, zucca e zucchino. La lotta contro questa avversità presenta non poche difficoltà a causa della elevata capacità di moltiplicazione e diffusione del suo agente causale, pertanto deve essere contenuta integrando gli interventi chimici con opportune misure agronomiche. Fra queste si ricordano la coltivazione di varietà di melone e cetriolo resistenti alla malattia, l’avvicendamento colturale e le irrigazioni effettuate in modo da limitare il tempo di bagnatura della vegetazione.
L’impiego dei fungicidi a base di rame consente di prevenire anche altre malattie: l’antracnosi su melone, cocomero e zucchino, la cladosporiosi su melone e cetriolo e la maculatura angolare, affezione di natura batterica che può colpire tutte le cucurbitacee coltivate.
Per prevenire lo sviluppo del cancro gommoso, micopatia che si sviluppa a spese di melone, cetriolo e zucchino, occorre consigliare al coltivatore di adottare le seguenti misure agronomiche: ampie rotazioni colturali, impiego di materiale di propagazione sano, raccolta e distruzione dei residui colturali infetti. Per quanto riguarda la lotta chimica contro questa avversità è importante precisare che i trattamenti effettuati per prevenire le infezioni di peronospora e oidio con il preparato a base di azoxystrobin, contribuiscono a contenere efficacemente anche lo sviluppo del cancro gommoso.
Infine per combattere l’afide delle cucurbitacee ed il ragnetto rosso occorre consigliare l’uso di un preparato di provata efficacia, espressamente autorizzato sulle singole specie coltivate, solo in presenza di significative infestazioni prodotte da entrambi i parassiti.
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