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10 agosto 2010

CONFERENZA POST-2013. Fronte unico in difesa della Pac

Tutti d’accordo: i produttori vanno compensati per i beni pubblici

CONFERENZA POST-2013. Fronte unico in difesa della Pac

TAG:
PAC, politica agricola




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Il 19-20 luglio 2010 si è svolta a Bruxelles la conferenza sulla Pac dopo il 2013, un’importante audizione pubblica di tutte le parti interessate per disegnare il futuro del sostegno all’agricoltura per il periodo 2014-2020.

Il commissario europeo all'Agricoltura Dacian Ciolos aveva annunciato questo evento il 12 aprile scorso, invitando tutte le organizzazioni e i cittadini dell’Unione europea interessati, attivi o meno nel settore dell’agricoltura, a partecipare al dibattito su futuro, principi e obiettivi della politica agricola comune. Il dibattito è rimasto aperto online fino all’11 giugno 2010.

Sono pervenute alla Commissione circa 5.700 opinioni, di cui il 25% provenienti dalla Germania, il 18% dalla Polonia e il 14% dalla Francia; dall’Italia sono pervenuti 94 contributi, appena il 2%. Le risposte e la partecipazione del grande pubblico – secondo la Commissione – hanno superato di gran lunga le aspettative.

EUROPA 2020
calendario della pac post 2013(clicca per ingrandire)

L’Ue non sta discutendo solamente il futuro della Pac, ma il dibattito riguarda la strategia complessiva per il periodo 2014-2020.

In questo ambito, il 17 giugno il Consiglio europeo ha adottato la strategia "Europa 2020" confermando le tre priorità strategiche:
1 - crescita intelligente, basata sulla conoscenza e l'innovazione;
2 - crescita sostenibile, basata su un'economia più efficiente, più verde e competitiva;
3 - crescita inclusiva, basata su un'economia ad alto tasso di occupazione.

La Pac dovrà muoversi all’interno della strategia "Europa 2020"
; infatti il dibattito sul futuro della Pac e sul futuro dell’Ue andranno di pari passo.

A novembre 2010 saranno pubblicate le prime proposte sulle prospettive finanziarie per 2014-2020
e, quasi contestualmente, la Comunicazione della Commissione sul futuro della Pac post-2013.

I RISULTATI
A seguire, saranno pubblicate le proposte legislative (tra luglio e settembre 2011); infine ci sarà l’approvazione definitiva della nuova Pac post-2013 (presumibilmente tra luglio e settembre 2012).  Al dibattito erano presenti circa 600 rappresentanti venuti dai 27 Stati membri.

Numerosi i temi di riflessione che sono emersi nel dibattito e che rappresentano altrettante sfide per il settore: garantire l'approvvigionamento alimentare a prezzi corretti per i consumatori mantenendo un’alta qualità di produzione e di sicurezza alimentare, ma anche tutela dell’ambiente e del territorio salvaguardando la biodiversità, e senza perdere d'occhio l'importanza dell'occupazione in agricoltura e in tutta la filiera.

Insomma, si afferma con decisione il ruolo sociale dell'agricoltura in quanto fornitrice non solo di alimenti, ma anche di servizi che vanno a beneficio di tutta la collettività. E tutti appaiono concordi nel sostenere che i produttori vanno compensati proprio per questi beni pubblici che con il loro lavoro mettono a disposizione della società, nel rispetto di rigide norme sanitarie, ambientali e a tutela del benessere animale.

La conferenza è stata unanime su questi temi e su questa impostazione: una grande condivisione a difesa del ruolo strategico della Pac. Nessuna menzione ad un eventuale taglio delle risorse finanziarie per la Pac, nessuna voce dissonante, grande unanimità nella riproposizione degli obiettivi attuali della Pac.

IL FUTURO DEI PAGAMENTI DIRETTI

Dalla conferenza è emerso che il mantenimento dei riferimenti storici del sostegno è improponibile. Le condizioni del passato non ci permetteranno di preparare il futuro e accompagnare il settore verso la modernizzazione.

Il nuovo sostegno deve puntare a criteri oggettivi e realisti: in base al tipo di azienda, al contesto socio economico, climatico e ambientale nel quale si trovano ad operare le aziende. Ormai è accettata e condiviso il passaggio alla regionalizzazione o, comunque, a nuovi criteri per la distribuzione dei pagamenti diretti. Bisognerà capire se la regionalizzazione sarà a livello di singolo Stato membro o a livello comunitario.

Un pagamento regionalizzato a livello europeo significherebbe un importo di circa 200 euro/ha, quando attualmente l’Italia percepisce mediamente 300 euro/ha, mentre la Grecia – Paese con il più alto pagamento medio per superficie – percepisce 600 euro/ha e la Romania – Paese con il più basso pagamento medio per superficie – percepisce 40 euro/ ha.

In questa fase, il dibattito è rimasto in termini generali, non si è discusso di questo aspetto, ma esso è rilevante. Gli interessi della maggior parte degli Stati membri potrebbe coalizzarsi per un mantenimento dello status quo, senza redistribuzione tra i vari Paesi. In altre parole, l’ipotesi più accreditata è quella di una regionalizzazione all’interno di ogni singolo Stato membro.

I DUE PILASTRI DELLA PAC
Un punto importante del dibattito ha riguardato il mantenimento o il superamento dei due pilastri della Pac.

Le conclusioni della conferenza hanno privilegiato il mantenimento dei due pilastri, ma con una forte complementarietà:
- il primo pilastro, è il sostegno all’insieme dei produttori europei su base annuale per risultati quantificabili e visibili su scala annuale; è la risposta alle grandi sfide comuni degli Stati membri dell’Ue;
- il secondo pilastro, è l’evoluzione delle filiere e del territorio, anche dal punto di vista ambientale; deve sostenere gli obiettivi dell’Ue, sulla base di una programmazione pluriennale, con priorità chiare, ma anche con sufficiente flessibilità.

La politica di sviluppo rurale deve permettere di modernizzare le imprese agricole ed agroalimentari
; di ricorrere a mezzi nuovi e innovativi; di favorire la diversificazione delle zone rurali; di contrastare la volatilità dei prezzi; di trattare in maniera orizzontale le sfide collegate al cambiamento climatico.

Quindi una PAC forte con due pilastri che sostenga la diversità di tutti gli agricoltori europei e che produca i beni pubblici che la società si attende.

LE NUOVE SFIDE
Quali sfide deve affrontare la nuova Pac? Ciolos, nelle sue conclusioni alla conferenza, rileva sei sfide.

1. L’Unione europea non è un’isola
: l’Europa deve apportare un contributo alla sicurezza alimentare mondiale in tutta la sua complessità; e non impedire l’emergenza delle agricolture dei paesi in via di sviluppo. La mondializzazione rappresenta una sfida trasversale. Non si può fare marcia indietro.

2. La sfida alimentare: le previsioni della FAO indicano che negli ultimi anni non c’è stato alcun progresso della produttività in agricoltura. L’Europa deve prendere le sue responsabilità nell’ambito della ricerca e dell’innovazione; mantenere le sue ambizioni al livello internazionale, con prodotti di qualità ed un strumento di promozione forte per nostri prodotti europei; essere più attenta ai suoi consumatori, compresi quelli più svantaggiati, e dei suoi mercati locali e regionali.

3. La sfida ambientale
: non bisogna rassegnarsi a vedere la qualità del suolo e dell’acqua degradarsi, alla perdita di biodiversità, al cambiamento climatico. La società non è passiva davanti alle sfide ambientali. L’agricoltura presenta delle soluzioni. L’agricoltura deve migliorare i suoi metodi di produzione e ridurre le sue emissioni di carbonio; adattare le sue pratiche, perché essa è la prima vittima dell’aumento delle temperature e della violenza accentuata dagli imprevisti climatici.

4. La sfida economica: la Pac deve rafforzare il proprio dispositivo comune di prevenzione dei rischi e gestione delle crisi. È necessaria una rete di sicurezza solida, al di là degli aiuti diretti. Ne va della capacità del settore ad investire, innovare ed essere attrattivo per i giovani. Occorre trovare nuovi dispositivi per rispondere alla problematica dell’eccessiva volatilità dei prezzi e dei redditi. La volatilità rischia di far sparire dei settori interi delle nostre filiere agricole. La sfida economica passa anche per le relazioni rinnovate nell’ambito della catena alimentare.

5. La sfida territoriale: sostenere un’agricoltura sull’insieme del territorio europeo, ma un’agricoltura che guadagna in competitività, grazie ai suoi territori, e che sa utilizzare la sua specificità territoriale in questo senso. L’avvenire dell’agricoltura e delle aree rurali sono strettamente collegati.

6. la sfida della diversità e della semplificazione
: con l’allargamento, l’UE ha guadagnato in diversità. La forza dei nostri territori, è la diversità delle nostre agricolture. Per essere forte, la Pac deve essere semplice e comprensibile.

GRANDE UNANIMITÀ

La conferenza sulla Pac ha fatto emergere una lobby agricola molto coesa, con una grande unanimità nella difesa dell’attuale modello di sostegno agricolo, basato sui pagamenti diretti, sulle misure di mercato e sullo sviluppo rurale.

Sulla base di quanto è successo a Bruxelles il 19-20 luglio, la nuova Pac non dovrebbe comportare stravolgimenti. Le uniche novità sono la regionalizzazione dei pagamenti diretti, su cui c’è un sostanziale consenso, e una migliore finalizzazione del sostegno.

Il dibattito tuttavia è ancora agli inizi. La parte agricola si è confrontata al suo interno, ma poi dovrà misurarsi con le altre componenti della società e Ciolos dovrà fare i conti con gli appetiti degli altri commissari, che chiederanno più risorse per le altre politiche.

Comunque l’inizio del dibattito è all’insegna di una Pac forte.


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Angelo Frascarelli - Terra e Vita n.31-32/2010




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