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ASSEMBLEA COLDIRETTI. Consorzi agrari a tutto grano
"Filiera agricola italiana" con 2 milioni di tonnellate garantirà prezzi remunerativi
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Un anno fa ad aprile l’annuncio del progetto per una filiera agricola tutta italiana, il 2 luglio a poco più di un anno di distanza la Coldiretti ha presentato, in occasione dell’assemblea nazionale alla quale hanno partecipato i ministri dell’Economia, Giulio Tremonti, del Lavoro, Maurizio Sacconi e delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, oltre a una pattuglia di parlamentari e governatori, i risultati raggiunti. Ma è stato aggiunto anche un ulteriore tassello, una nuova società di trading per il grano duro. È una società per azioni con capitale versato di 550 mila euro che nel giro di un anno arriverà a un milione. «Filiera agricola italiana» è partecipata da 18 Consorzi agrari, 4 coop, 2 Op, Legacoop e Consorzi agrari d’Italia.
Gestirà coltivazione, commercializzazione e contratti per 20 milioni di quintali di cereali tra grano duro per la pasta, tenero per il pane, girasole e soia. Una produzione per ora concentrata al Centro-Nord anche se attraverso il Consorzio agrario Lombardo-Veneto è stato lanciato un ponte in Sicilia. L’obiettivo è di ottenere una produzione che sia omogenea «non un ammasso volontario», ma una riorganizzazione per fornire all’industria quello che chiede e uscire così dalla logica della speculazione. E naturalmente tra le priorità c’è quello di contrattare un prezzo remunerativo per gli agricoltori.
La nuova Spa è una società di scopo generata da Consorzi agrari d’Italia che già si porta dentro il contratto con il gruppo Maccaferri e quelli già avviati con l’industria. È in corso inoltre la trattativa con un gruppo bancario.
D’altra parte, ha spiegato Marini, così non si può andare avanti con il prezzo del grano pagato ai produttori che è crollato del 50 per cento. E con una nuova minaccia. Il presidente della Coldiretti ha sostenuto infatti che sono stati firmati contratti da trader italiani per acquistare grano duro proveniente dal Messico con caratteristiche analoghe a quelle del frumento italiano a 25 euro al quintale che arriverà in Italia in concomitanza con l’offerta del prodotto italiano e con il solo scopo di abbassare i prezzi.
Il presidente dell’organizzazione ha sostenuto che le difficoltà dell’agricoltura italiana dipendono solo in parte dalla crisi globale; per il resto, «da due furti ai quali sono sottoposte le nostre imprese, il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza beneficio per i consumatori, e il furto di identità: oltre l’80% dei prodotti alimentari venduti all’estero di italiano ha solo il sounding». La strategia della Coldiretti si basa su due leve: la diversità e la competitività. «Il futuro della nostra agricoltura sarà nell’essere diversi, migliori e non omologati». E quindi no all’Ogm e sì all’etichetta con l’indicazione dell’origine della materia prima per tutti i prodotti. Il progetto targato Coldiretti, «che ha una valenza economica e sociale», punta tra l’altro a costruire un modello di rappresentanza che coinvolge cooperative e consorzi agrari. E ancora una volta dopo il Forum di Cernobbio, dove è stata presentata la holding Consorzi agrari d’Italia, anche in occasione dell’assemblea dei giorni scorsi, il pianeta Consorzi agrari è stato il grande protagonista. Testimonianza di un passato eccellente che, archiviati il fallimento e gli strascichi giudiziari della Fedit, sta tornando. Con tanto di benedizione dei ministri.
Il ministro Tremonti, che ha sottolineato come l’agricoltura pur nella crisi ha tenuto, ha usato toni duri sul «processo fatto alla Federconsorzi» e ha dato un benvenuto alla nuova Coldiretti che ha rispolverato i vecchi valori della «Bonomiana». Anche Sacconi ha difeso il gigante Federconsorzi e ha plaudito all’offerta di lavoro nelle prossime campagne di raccolta per 100 mila giovani.
Marini da parte sua ha chiesto al Governo il sostegno al progetto della filiera italiana. E una scelta chiara: «se il Governo vuole difendere chi investe o chi vive di rendita». Dal palco romano sono arrivate adesioni convinte alla strategia Coldiretti. Ma Marini ha avvertito che se non si trova la quadra, la Coldiretti non farà sconti a nessuno ed è pronta anche ad azione di forza «e le nostre fanno molto male».
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