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Agroenergia, è legge la tariffa omnicomprensiva di 0,28 euro
E’ stato approvato definitivamente dal Senato giovedì scorso il cosiddetto Ddl sviluppo
E’ stato approvato definitivamente dal Senato giovedì scorso il cosiddetto Ddl sviluppo che oltre a sancire il ritorno dell’energia nucleare in Italia, introduce una tariffa omnicomprensiva di 28 centesimi al chilowattora per gli impianti agroenergetici di potenza inferiore al MW (si veda «Agrisole» n. 20/2009).
La nuova legge modifica alcune disposizioni previste dalla Finanziaria 2008. In particolare, per gli Impianti alimentati a biogas e biomasse con una potenza non superiore a 1MW è riconosciuta una tariffa omnicomprensiva pari a 28 centesimi per kWh. Sono inclusi gli impianti alimentati a oli vegetali puri a condizione che siano ottenuti da colture oleaginose di origine comunitaria e che siano state incluse nel fascicolo aziendale per l’ottenimento del premio comunitario.
Per gli impianti alimentati da rifiuti biodegradabili e biomasse generiche non di filiera, con una potenza superiore a 1 MW, è riconosciuto un coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi pari a 1,3.
Per gli impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli «di filiera» di potenza superiore a 1 MW, è riconosciuto un coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi più elevato, pari a 1,8. Per quest’ultima tipologia, un decreto Mipaaf-Sviluppo economico dovrà circoscrivere il concetto di «filiera».
«Mentre per gli impianti sotto il MW gli incentivi saranno operativi subito – spiega Marino Berton, presidente di Aiel (Cia) – per gli impianti sopra il MW bisognerà attendere anche l’ok di Bruxelles, quindi i tempi potrebbero uleteriormente allungarsi». «Con l'approvazione degli incentivi – ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia – ora la produzione diffusa di energia rinnovabile in agricoltura diventa una realtà».
Nel provvedimento viene anche confermata la cumulabilità della tariffa omnicopmprensiva con gli aiuti agli investimenti in conto capitale fino a un’intensità massima del 40 per cento. Positivi i commenti di Confagricoltura: «Ciò darà nuovo slancio agli investimenti nel settore – sottolinea l’organizzazione – favorendo il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni stabilite dal protocollo di Kyoto». Per Filippo Pecora, presidente di Agroenergie Italia (Copagri): «Si tratta di ottimi risultati che metteranno certamente in moto un processo virtuoso per la realizzazione del sistema energetico alimentato da accordi di filiera».
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