News / Appuntamenti
Agritechnica intravede la ripresa
L’edizione 2009 chiude con due nuovi record: 2.307 espositori e 350.000 visitatori
TAG:
filiere agricole,
macchine agricole,
politica agricola
È un’Agritechnica dai toni (ovviamente) non trionfalistici come quelli del 2007, ma nemmeno disfattisti quella che si è da poco chiusa in Bassa Sassonia, ad Hannover (Germania). E l’analisi non si limita al mercato delle macchine agricole.
«Non facciamoci offuscare dalla nebbia di questi giorni ha esordito alla tradizionale serata in memoria di Max Eyth, Carl-Albrecht Bartmer, presidente della Dlg (Società agricola tedesca) – perchè dobbiamo ricordare piuttosto i due anni consecutivi di raccolti record per quanto riguarda i cereali.
La politica agraria è la politica del futuro e qui ad Agritechnica, dove il progresso tecnologico si può toccare con mano, vogliamo lanciare tre messaggi. Il primo è che abbiamo bisogno di un’agricoltura più forte e più orientata al futuro; il secondo è che il beneficio del progresso va direttamente al consumatore; il terzo è un messaggio di libertà, perchè siamo riusciti a costruire paesaggi rigogliosi anche a Est grazie proprio al progresso e alla libertà imprenditoriale degli agricoltori». Inevitabile il richiamo all’anniversario della caduta del muro di Berlino avvenuta esattamente 20 anni prima (il 9 novembre 1989), così come puntuale è stato l’invito alla politica a lavorare in concerto con gli imprenditori agricoli. «La politica non deve essere un freno allo sviluppo – ha risposto il ministro federale dell’agricoltura Ilse Aigner – ma un impulso. E per il futuro avremo bisogno non solo di maggiori superfici, ma anche di maggiore produttività e di energie rinnovabli, concetti che trovano ampio spazio qui ad Hannover».
IN BALIA DEI PREZZI
La conferenza stampa di apertura della manifestazione è stata l’occasione per fare il punto sulla crisi. «Dopo il picco del 2008 – ha sottolineato Bernd Scherer, direttore della Vdma (Associazione costruttori tedeschi di macchine agricole) – i prezzi che gli agricoltori ottengono per i loro prodotti sono diminuti in maniera significativa. E a causa di questi cali, il margine per gli investimenti in nuove macchine agricole si è considerevolmente ridotto». Dal punto di vista quantitativo, secondo le valutazioni della Vdma, nel complesso il raccolto 2009 per i cereali può essere considerato molto soddisfacente. In base alle stime iniziali, l’Ue ha prodotto qualcosa come 295 milioni di tonnellate di cereali (di cui 130 milioni di grano), inferiore solo del 6% all’annata record del 2008. Nel 2010 la Vdma prevede una produzione mondiale di 2,19 miliardi di tonnellate, in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Qui gioca un ruolo importante la maggiore produzione di mais degli Usa, dove viene direttamente trasformato in etanolo. Quanto alle oleaginose, dovrebbero essere sugli stessi livelli del 2008. A causa delle rese elevate, i prezzi finora hanno continuato a calare dopo la raccolta e solo nelle ultime settimane i future agricoli hanno mostrato un leggero trend al rialzo (ma in Germania l’attuale prezzo del grano oscilla tra 10 e 11,5 euro/q).
L’analisi della Vdma si estende anche al comparto del latte, che viene giudicato particolarmente critico. Il prezzo medio all’origine pagato in Europa quest’estate ha raggiunto un nuovo minimo di 0,25 €/l, anche se per motivi strutturali ci sono differenze tra Paese e Paese (0,27-0,30 €/l per Francia, Italia e Spagna contro gli 0,22 della Germania, principale paese produttore in Ue). Oggi come oggi i prezzi consentono solo a pochi allevatori di coprire i costi, ma ci sono valide speranze che il prezzo medio europeo torni a 0,30 €/l, in funzione dell’offerta proveniente dai paesi extraeuropei. Inoltre, conclude l’analisi Vdma, anche se molte associazioni e politici hanno insistito fortemente sul mantenimento delle quote latte in Europa, sembra piuttosto probabile che dal 2015 il sistema delle quote verrà abolito.
Tornando alla questione delle macchine agricole, Scherer ha evidenziato comunque il discreto stato di salute in cui versa l’industria delle macchine agricole tedesca. «Ci rende ottimisti il fatto che l’industria tedesca delle macchine agricole abbia affermato così efficacemente il proprio valore in ambito internazionale e sia perfino in grado di espandersi ulteriormente. Infatti, al di là delle difficoltà momentanee incontrate sui mercati dell’Europa orientale, le macchine agricole prodotte in Germania sono molto richieste su altri mercati esteri, soprattutto dell’Europa Occidentale».
GERMANIA GIÙ DEL 10%
Dopo il boom del 2008, comunque, vista l’attuale crisi economico-finanziaria e i magri guadagni degli agricoltori nel 2009, questo trend positivo ha subito una battuta d’arresto. Grazie a cospicue eccedenze negli ordinativi l’arresto non è stato troppo repentino, ma nel frattempo si è iniziato a percepirlo. «Per il 2009 – ha continuato Scherer – Vdma si attende un calo nominale del 25% del fatturato dell’industria tedesca delle macchine agricole. Si raggiungerebbe così il pur sempre buon livello del periodo 2006-2007, il che rappresenta un risultato di tutto rispetto viste le attuali condizioni dell’economia. Entro la fine dell’anno il mercato tedesco delle macchine agricole subirà un calo pari a circa il 10% attestandosi sui 4,1 miliardi di euro. Mentre nel primo semestre si è registrata comunque una crescita di due punti percentuali, nel secondo semestre si è verificato un calo di circa il 25%.
Già dal mese di giugno, il volume degli ordini ricevuti per il mercato tedesco è sui livelli del 2006. E per il prossimo anno prevediamo un ulteriore calo del 15%».
I MERCATI INTERNAZIONALI
Nell’analisi di Scherer anche uno spaccato dei mercati internazionali. Nel corso degli anni la domanda a livello mondiale di macchine agricole e trattori si è significativamente ridotta. Attualmente il calo più evidente si registra nell’Europa Orientale e in Sud America. La Francia si è sviluppata così come la Germania, con un crollo sopraggiunto solo in estate, ed entro la fine dell’anno il mercato è destinato a ridursi del 10-15%. In Italia, il terzo mercato dell’Ue per importanza, al momento si assiste a un’enorme necessità di ripresa degli investimenti. Nei primi otto mesi dell’anno le esportazioni dalla Germania verso l’Italia sono aumentate del 12%.
IL PROTEZIONISMO RUSSO
Nell’Europa Centrale la situazione appare divisa in due. In Bulgaria e Romania si registra un fenomeno particolare. Qui, infatti, gli agricoltori ricevono forti sovvenzioni per investire in macchinari per l’agricoltura e ne fanno largo uso. Il mercato polacco, invece, si è leggermente indebolito e in quasi tutti gli altri mercati il calo si fa sentire nettamente.
Nei paesi più a Est le esportazioni hanno iniziato a ridursi drasticamente già nell’autunno 2008, con l’inizio della crisi economico-finanziaria. La Russia, in particolare, a causa della forte politica protezionistica e di una vera e propria stretta al credito, si è ridotta considerevolmente come mercato di esportazione. «Sono soprattutto gli agricoltori locali a perderci – ha ammonito Scherer – se viene loro reso immotivatamente difficile l’accesso a macchine agricole, potenti ed efficaci, dell’Occidente. La Vdma si oppone con decisione a ogni sorta di ostacolo commerciale di natura tariffaria e non, tanto più che un isolamento dei mercati può indebolire immensamente il commercio mondiale».
CINA IN PRIMO PIANO
L’ultima edizione di Agritechnica ha dedicato ampio spazio alla Cina, mercato da tutti i costruttori considerato uno degli sbocchi più attraenti. «La meccanizzazione agricola in Cina è entrata in una nuova era di sviluppo scientifico – ha riferito Fan Xuemin, del dipartimento di Meccanizzazione agricola del ministero dell’Agricoltura cinese, in occasione del summit cino-europeo – ed è stata supportata dallo Stato in vari modi. Basti pensare che dal 2008 al 2009 l’incremento di investimenti per la meccanizzazione agricola da parte del Governo è stato del 130%». «Il mercato cinese – ha aggiunto Liu Min, direttore generale del Centro prove di macchine agricole del ministero dell’Agricoltura cinese – ha bisogno di nuovi prodotti e di nuove tecnologie. Sistemi cooperativi come l’introduzione di tecnologia, la produzione cooperativa e la singola joint-venture hanno aperto le porte del successo al mercato cinese per le aziende straniere».
PER APPROFONDIRE
Link a questo articolo:
Agritechnica intravede la ripresa
LE DIECI NEWS PIU' LETTE
30/03/2012
PAC 2012: Pagamenti diretti, tutte le novità
12/04/2012
Imu, piccole limature alla stangata
04/04/2012
DECRETO FISCALE: Primi sconti per l’Imu agricola
04/05/2012
Una lista nera per i falsi agricoltori
13/04/2012
Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 6 al 12 aprile 2012)
20/04/2012
Biogas, un taglio dal 15% in su
02/05/2012
Dichiarazione Imu quasi al buio
11/04/2012
Imu, incasso blindato a 224 milioni








